"A voi che dall'albero della vita cogliete le foglie e trascurate i frutti" –Silvano Agosti, "Dedica"

Italia 2011-2016

Posted: November 13th, 2011 | Author: | Filed under: Uncategorized | Tags: , , | No Comments »

Il Sole 24 Ore - Fate Presto
Immagine di Andrea Fracas

Voglio mettere nero su bianco le mie previsioni scommesse per il futuro dell’Italia che oggi sporge la testa per vedere quant’è profondo il baratro che l’attende due passi più avanti.
Giusto per il gusto di poter (eventualmente) dire: “l’avevo detto, Io”.

Veloce come ne era stato creato il mito, la gente si è accapigliata per abbattere Berlusconi e finalmente oggi ne festeggia le dimissioni. Ma gli italiani comunque non vedono un successore, ecco quindi che si slanciano tutti verso l’unica figura (apparentemente) affidabile, il tecnico che “saprà cosa fare”(1): Mario Monti.
Io non sono un economista, ho convertito il mio libretto di risparmio in conto corrente solo pochi mesi fa(2), ma ecco cosa penso succederà.

Arriverano stangate, “austerità” per tutti… “come al solito”. Potrebbe scapparci il contentino al popolo e forse verrà tagliato qualche benefit nella casta (probabilmente in misura temporanea, mentre le mazzate al popolino resteranno valide ad vitam).
A questo punto, tamponata l’emorragia, un nuovo governo di coalizione verrà votato a discreta maggioranza (in mezzo ad un largo astensionismo), il quale non porterà a termine una delle riforme strutturali necessarie, ben ci andrà se avremo una nuova legge elettorale.
Tempo due anni dall’elezione, una volta salvateci le penne e passati i fantasmi di morte, torneranno fra la gente i malumori a causa della cintura troppo stretta, nella coalizione inizieranno ad azzuffarsi e torneremo a sguazzare nella mediocrità, lamentandoci della classe politica. Non vedo un potenziale successore di Berlusconi crescere con un ruolo da leader da qui a due anni, ma noi Italiani siamo abituati a votare ad alternanza senza troppo ragionare.
Il punto è che alla prossima crisi manovrata dagli speculatori globali(3), saremo da capo a dodici.

Per quanto mi riguarda, la medicina è una sola: andare al fallimento. Non credo che ci sia altro modo per aprire gli occhi della gente, capire che nel gioco dell’Economia, il debito e tutto il resto sono guinzagli tenuti in mano da pochi, grandi economisti manovratori che tirano di qua e di là all’abbisogna (loro). Non trovo giusto che la mia generazione, già condannata ad un futuro cupo, debba crescere tartassata dalle incompetenze di gente che vede la Politica come un lavoro, e non un compito.
È vero, io non ho le conoscenze per sapere le vere implicazioni di un fallimento, il fatto è che non credo in questo sistema economico e siccome non penso possiamo cambiarlo, dobbiamo uscirne fuori. Ad ogni modo l’Islanda è fallita, ma si è rialzata, un barlume di speranza ci sarebbe.
Voi gettatevi fra le braccia di Mario Monti(4), io penso che abbiamo perso l’occasione per fare pulizia.

(1) ricordiamoci che anche di Berlusconi si diceva “è un imprenditore, saprà come gestire le cose!”
(2) visto lo scenario che contempla prelievi forzati, temo sia stato un grosso grosso errore
(3) il Gruppo Bilderberg e tutta la gente di quel tipo
(4) un interessante profilo di Mario Monti


L’ultimo capoverso

Posted: January 15th, 2011 | Author: | Filed under: Namibia, Travels | 5 Comments »

Ho lasciato Mountain View Game Lodge con due giorni di anticipo; invece di farmi portare direttamente in aeroporto il giorno della partenza, sono saltato nel retro del cassone del Landcruiser per una cavalcata che mi ha fatto respirare l’aria selvaggia della Namibia per l’ultima volta. È cambiata così tanto da quando sono arrivato, con le piogge di stagione.
Che spettacolo.
Sembra quasi di essere in brughiera, con tutti questi fiori gialli che punteggiano il manto verde brillante.

Nel bed & breakfast si respira aria da fancazzeggio, gente che sembra più ammazzare il tempo che in attesa di fare qualcosa, andare da qualche parte, come t’aspetteresti.

In ufficio sono stato incastrato a fare qualche ora extra d’attività dell’ultimo minuto, mentre mi sarebbe premuto andare a procurarmi un telefono (ero a prestito da mesi) per accordarmi per qualche saluto.

Bisogna saper apprezzare le piccole cose, arricchirsi con i discorsi, anche i più quotidiani, osservare i gesti, i tic

Hands closeup

godere del tempo che abbiamo a disposizione, anche se a volte sembra troppo poco, perchè un abbraccio in un tramonto può valere un intero pomeriggio che la pioggia ha voluto in pegno.

Sunset in Windhoek after rain

L’ultimo capoverso scritto in Mama Africa non è stato per nulla triste e deprimente come pensavo; ora che sono a Monaco, aspettando l’aereo per Venezia alle 11:10, sento un senso di sollievo, leggerezza… forse è solo perchè il viaggio è andato bene, forse perchè è già ora di voltare pagina.


Decollo

Posted: January 14th, 2011 | Author: | Filed under: Namibia, Travels | 1 Comment »

My passport and boarding pass

Sto cercando di farmi venire il torcicollo, ammirando il panorama fuori dal finestrino: l’ultimo sguardo alla Namibia. Ero così preso, eccitato, che da buon impiastro che sono ho dimenticato di prendere la macchina fotografica dalla borsa. Il panorama a bassa quota, mentre l’aereo virava a sud, era fantastico; ma d’altronde quelli come me si perdono sempre via con le foto e non si godono il momento.
Complice la situazione, desidero sempre più ardentemente iPod Touch 4, che con la videocamera in alta definizione mi avrebbe permesso di prendere davvero un bel ricordino (e montarlo già durante il volo ed appiccicarlo al blog). Lo aggiungerò speranzoso alla lista dei desideri su Amazon appena avrò una connessione.

In volo fra Windhoek e Johannesburg ho gustato un magro pasto kosher a base di frutta

“Ci spiace Signore, ma a Windhoek non c’è una cucina autorizzata kosher”

…ma sempre meglio che imbombarsi con strane schifezze indefinibili. Mi aspetto che Dario, da buon ufficiale con corso di galateo a curriculum, mi insegni a mangiare l’arancia con le posate.
[foto da inserire non appena la recupero]

Johannesburg, presagio mittleuropeo con la pista umida di pioggia.

la presa in giro del wireless (primo pagamento online in cui non mi accettano la PostePay); muffin+mocha smoothie, bene di conforto indispensabile del viaggiatore

15 Gennaio

Su South-African Airways si vola meglio che con Lufthansa. Forse è solo questione di (s)fortuna nel viaggio d’andata, ma tant’è, è il risultato quel che conta. Fra aereo più silenzioso, kit notte e sistema intrattenimento funzionante c’è poco da dire.

7:00: Non ero preparato (non ci avevo pensato che sarebbe stato così) a vedere buio alle 6-7 di mattina.

8:13: “Oh scheiße”, la reazione di una addetta dell’aeroporto di Monaco quando la approccio e le dico che ho scordato la macchina fotografica sull’aereo.

A Monaco ho proceduto al mio primo check-in automatizzato

anche se sono dovuto andare a mettermi comunque in fila agli sportelli per imbarcare il bagaglio a mano, non mi lasciavano trasportare il regalo per Danan in cabina.
Poi l’ultimo imbarco:

fino al quale mi sentivo proprio bene… leggero, felice di tornare. Dopodichè, gli stupidi commenti di una famiglia di venessiani sui piloti, prima, e la discesa sulla Pianura Padana, poi, mi hanno messo una melanconia ed una pesantezza nell’animo. Sono stato colpito da una sensazione stranissima, quella di non essere mai andato via. Sembra come che non sia cambiato nulla, solo qualche pelo grigio in più sulla barba di mio padre. L’unico ad essere stravolto è il mio cane: imbiancato ed ingrassato; il suo affettuoso, confuso borbottio nel vedermi dopo quasi un anno mi ha fatto con tristezza pensare ad Argo.


Mountain View

Posted: December 14th, 2010 | Author: | Filed under: Namibia, Travels | 12 Comments »

Una riserva di caccia a ~130km dalla Capitale, sulla soglia del Deserto Kalahari, caratterizzato dalla sabbia rossa. Si estende su 15.000 ettari e a nord-ovest, alle spalle del lodge, si erge un complesso montagnoso che sfiora i 1800mt. Di fronte, a sud-est, una piana coperta da macchia che degrada in pura savana.
Ed io ho il piacere di dovermici muovere per lavoro.

Manager? Fattore

Sveglia alle 5:30-5:45 per portare il cane a spasso mentre sorge il sole, colazione, poi alle 7:00 arrivano i lavoratori dal vicino villaggio edificato da loro negli anni (sono più o meno tutti imparentati).

Al momento gli operai sono impegnati a smontare un vecchio recinto ed a costruirne un’altro, poi contribuiranno alla manutenzione delle piste, lavoro che sta svolgendo il “capetto” trascinando un attrezzo con il fuoristrada. Lo accompagno quasi tutte le mattine per almeno tre ore (l’orario mattutino termina alle 12:00), aiutandolo col forcone a disincagliare l’aggeggio dai troppi sterpi: fa bene ogni tanto sporcarsi le mani, ma soprattutto posso godermi il panorama. Spero prima o poi di avvistare anche un ghepardo, poi avrò visto davvero tutto.

Alle 15:00 riprende l’attività fino le 18:00. Oltre a dare le consegne per le attività, e verificare che facciano

“il minimo sindacale (che tanto poi li metto sotto io a gennaio se non hanno fatto niente)”
–Roberto, il manager

tengo un registro presenze, uno carburanti, controllo la posta elettronica (in questi giorni traduco e rimbalzo e-mail di potenziali clienti) e presto dovrò cominciare il lavoro di informatizzazione dell’elenco clienti.

Devo curare il cane, un Rhodesian Ridgeback (Rodesiano Schiena Crespa). Incredibilmente, è la cosa che mi crea più stress. Come tutti i cuccioli ha un muso d’angelo, ma è pestifera (non ha disciplina)… ma pare che dopo dieci giorni con me stia imparando ad aspettare il comando, prima di fiondarsi sul cibo. Presto devo provare a metterle il guinzaglio, così forse imparerà che non siamo i suoi giocattoli (e raccatterà meno schifezze in giro).

Intanto, questo week-end ha imparato a tuffarsi in piscina per raggiungermi quando mi metto in ammollo per rinfrescarmi… anche se non fa (ancora?) il caldo che paventavo. Quello c’è in camera mia, essendo rivolta ad est si scalda in niente.

Nel (non molto) tempo libero leggo, cazzeggio su internet e mi guardo le serie tv che ho anticipatamente archiviato (la connessione è via rete cellulare, nemmeno 3G ma EDGE) in previsione di questo periodo di semi-isolamento (i lavoratori non masticano molto l’Inglese… comunque non so quanto sia appropriato “avvicinarsi” troppo). E vado a correre; con un’auto a disposizione ho finalmente potuto misurare un percorso e verificare che l’aggeggio Nike non era tarato: ho misurato 2-4km in meno per ogni corsa fatta in Africa (piccola consolazione: lo sentivo nelle gambe che la distanza era sbagliata).
Non avverto la solitudine come molti mi chiedono, anzi, l’arrivo del tramonto è un benvenuto momento di pace da assaporare con un aperitivo, e poi a cena con le ottime zuppe di Louise (Mamma, prendere nota: dovevo venire in Africa per scoprire che questa l’unica maniera in cui riesco a mangiare il cavolo cappuccio).


Why Apple should make a 7″ iPad

Posted: December 9th, 2010 | Author: | Filed under: Tech | Tags: , | No Comments »

Discovering the existence of a 15″ tablet computer, plus some rumors on the subject (recently denied by Steve Jobs himself) had me thinking on this hypothetical device.

Truth is i want a bigger iPod Touch (with 3G connectivity) since several months, but i find the iPad oversized; so this is why i want a 7″ iPad:

  • it would be lighter, less tiring and easier to handle (than actual iPad)
    • with easier handling you have better gaming
  • you could easily thumb-type like we are used on the phone, without making all those typos
  • the size would be about the same of a paperbook, the most widespread and comfortable format (i guess) for books, so it would make for a great e-reading device (Kindle any1?)

Why they won’t make it (or is it?)

Steve Jobs when denying the rumor added the silly argument that

“the experience wouldn’t be up to standard”

hey, but isn’t the very same software running on iPod and iPhones? I’m not referring to iOS but to all the rest: iBooks, Maps and whatsoever. It is, and it works great! But with all the drawbacks that a more multimedia-oriented audience was looking for.

The only experience problem would be in regard of video content because of the smalle size but hey, they told us iPod and iPhones are great devices to watch video. Hell, they even told us years ago that the iPod with Video (5g) was great for that.

The other “con” would be fragmentation. I don’t think for developers would be so much of a problem (if Apple couldn’t manage to squeeze the same display resolution), but for Apple it would be on the perspective of pricelist. They would have to cut the price from the actual iPad, ending up overlapping with the (overpriced) 4 generation iPod Touch (the entry model now costs 50€ more than the 2 generation, it is a difference on a product of this kind).

But maybe it is just marketing denial, and we will actually see it.


8

Posted: November 26th, 2010 | Author: | Filed under: Namibia, Travels | 3 Comments »

Otto mesi fa, a quest’ora, venivo ammesso attraverso la dogana della Namibia; mi avevano appena timbrato un visto turistico valido per tre mesi, e non c’erano davvero piani di rimanere più a lungo.
Dopo due tour e alcune gite per conto mio, (già) mi sento di conoscere questo Paese, anche se so che non è così. A volte sembra troppo, altre troppo poco.

Passport VISA

Il tempo vola, e a testimoniarlo è già ormai sopraggiunta la data del mio trasferimento al Mountain View Game Lodge, dove inizierò un periodo di un mese e spicci di managing: martedì prossimo (oggi mi hanno comunicato il cambiamento) Marta e Roberto verranno a prendere me ed i bagagli in ufficio per il trasferimento. Non ho ancora organizzato il pacco di souvenirs da spedire in Italia, sarà una bella scocciatura portarli giù in farm se non riesco a darmi una mossa prima (ma non immaginate come sia difficile rimediare un bene primario come gli scatoloni, da queste parti).


Istantanee, novembre

Posted: November 23rd, 2010 | Author: | Filed under: Namibia, Photoblog, Travels | 3 Comments »

Un riassunto fotografico degli ultimi giorni; cose curiose, cose pericolose, cose dolorose.

I babbuini mangiano gli scorpioni: si posizionano dietro un sasso e lo alzano dal lato opposto, nel caso ci fosse uno scorpione questo scapperebbe nella direzione opposta alla loro che, non visti, possono afferrarli senza farsi pungere.
–Michael

26 novembre, compendio.

“Avere la testa fra le nuvole” ha i suoi risvolti positivi, oggi ho parcheggiato sotto l’albero dove il Tessitore sta nidificando e mi sono ricordato di controllare lo “stato dei lavori”; a quanto posso dire l’opera è terminata e stava chiamando la femmina.
La particolarità dell’Uccello Tessitore (comune – ce ne sono moltissime “varianti”) è che costruisce tre nidi diversi, la femmina poi sceglie quello che più le aggrada… le guide trovano sempre l’occasione di scherzare su questo ;)


Luderitz, e ritorno

Posted: November 8th, 2010 | Author: | Filed under: Namibia, Travels | 11 Comments »

A proposito di Sud, ci sono ritornato due week-end fa. Nadine ti è concesso rosigare rosigare

Map of the Luderitz area, Namibia

Mi mancava da vedere Lüderitz, non che sia un gran posto (forse un gran brutto posto – un sacco di case pericolanti e nessuno in giro) ma è il punto di lancio per vedere la Città Diamantifera Fantasma, uno dei luoghi più fotografati della Namibia.

In viaggio

Scene folkloristiche sempre inedite quando si tratta di muoversi in minivan: l’autista di questo giro segue probabilmente troppo la scena hip-hop, capelli rasati, incisivi bordati in oro, pistola al fianco, boom-box per bassi esagerati sotto l’ultima panchetta del suo mezzo; a bordo un inedito sacco di patate (speziate) alto come una persona:




Ovviamente non ci pensano nemmeno un istante a partire prima che tutti i posti siano occupati (nel nostro caso addirittura c’era un sedicesimo passeggero seduto come Fantozzi in mezzo al corridoio) e quindi non prima di mezzogiorno. Si arriva col buio, dopo aver assistito allo spettacolo del tramonto nel deserto, il cielo era infuocato (la foto purtroppo non rende)


Kolmanskop

Non c’è molto da dire, la storia la si può apprendere su Wikipedia (e direi che potrei donare le mie foto all’Enciclopedia Libera). È un posto molto caratteristico, chi ha velleità fotografiche probabilmente ci starebbe un’intera giornata, io non ho potuto (con un cellulare ed una macchinetta entrambi scarichi avrebbe avuto poco senso).













“Barefoot in my troubles”

La domenica pomeriggio, dopo la visita, sulla spiaggia, ho avuto da riflettere (quanto basta da scottarmi per bene in viso), ad esempio sul fatto che di lì a tre giorni sarei dovuto volare in Italia, mentre avevo spostato da appena tre giorni il volo a Gennaio.
Ho giocato (ancora una volta) con l’autoscatto.

Mumbling in front of Luderitz Nest Hotel

Ritorno

Ovvero, una nuova avventura Africana.
Dopo i soliti, infiniti tentennamenti, il minivan parte (non pieno!)… ma da come fatica ad ingranare le marce e da alcune vibrazioni non mi da molta fiducia.


View Larger Map

Ed infatti ci dobbiamo presto fermare per problemi di surriscaldamento.
In mezzo al deserto (B).
Fortunatamente vi è un minimo di copertura cellulare e l’autista riesce a chiamare in città, da dove ci mandano in soccorso un altro minivan, in condizioni migliori. Nel frattempo un altro minivan (caricato all’inverosimile per un trasloco) si ferma ad assisterci, nel caso l’altro non arrivasse. Solidarietà fra chi attraversa il deserto (con mezzi precari).
Keetmanshop (C), a malapena segnaposto di 1/3 del percorso totale, viene raggiunta dopo le 16:30, decido quindi di abbandonare la scialuppa in favore del treno: se avessi proseguito sul minivan sarei arrivato verso mezzanotte e sarei stato costretto a disturbare qualcuno che s’alzasse dal letto e venisse a prendermi; il treno arriva invece alle 7:00 del mattino seguente, perfetto per andare poi in ufficio. Ma soprattutto, una nuova esperienza. Non mi basta, al contrario di molti altri, leggere Wilbur Smith per pensare di conoscere l’Africa.

Train ticket Phone charging


Appunti.

14.22: si riparte sul nuovo van; qui c’è la lancetta del tachimetro, ma rimane incollata allo zero.

19:17: sono partito da una decina di minuti, contrariamente a quel che si potrebbe pensare, il treno è partito in perfetto orario; il problema è la lentezza di crociera. Comunque non ci sono mosche, nè tantomeno galline, capre e quant’altro l’immaginario collettivo s’aspetta dal treno Africano.




19:41: sono un voyeur delle sensazioni, lo capisco mentre fisso gli ultimi, ipnotici, bagliori arancioni del sole già sceso oltre l’orizzonte. Se non fosse tutto in penombra starei facendo su e giù per gli unici due vagoni passeggeri per spiare gli Africani; due nel mio scompartimento chiacchierano dalla partenza.

20:31: uno dei due passeggeri, che era andato a farsi un giro, torna nello scompartimento e si arrampica sulle mensole per i bagagli, generosissime nelle dimensioni, e si appresta a trascorrere lì la notte.

20:50: il secondo passeggero che sale di sopra.

23:50: Mariental (D). Qui all’andata il minivan aveva effettuato la prima sosta; guardo l’orologio e mi chiedo per quale incantesimo spazio-temporale ci vogliano ancora 7 ore, due in più di quanto percorso fin’ora, quando siamo a circa metà della tratta.
Sale una coppia ed il controllore ci sveglia: gli schienali dei sedili ruotano e diventano brande. E dopo tutto ‘sto casino nessuno si mette sopra il mio loculo.

Un qualche momento non identificato: il trambusto di una fermata mi sveglia; barcollo assonnato nel corridoio ed al finestrino mi si presenta una tela ad olio: molti ragazzi e ragazze stanno salendo sulla carrozza, i fratelli e sorelle minori si sbracciano per salutarli. Non siamo in una stazione ma in mezzo al nulla, è buio pesto, fatto salvo per un’auto solitaria che illumina con i fari il predellino del treno.

Alba: sporgendomi dal finestrino guardo il sorgere del sole mentre mi lavo i denti per togliermi il gusto di topo dalla bocca.



La gente ricomincia ad andare su e giù per il corridoio; è affollato di ragazzi con una tuta rossa e blu che dice “Nampol”, mi fanno venire in mente i nostri ragazzi meridionali che con poche possibilità di lavoro fanno la firma nell’esercito. Gli altri ragazzi e ragazze sono chiaramente studenti che vengono su per la settimana. Il controllore passa a svegliare chi ancora dorme e ritira tutti i biglietti. Non lo si può tenere per ricordo.

7:00: puntuali entriamo in stazione.




Sulla banchina la mia è l’unica faccia bianca; l’unico altro voyeur è una jappo/coreana intenta a fotografare tutto.


Dipendenza

Posted: October 29th, 2010 | Author: | Filed under: Photoblog | Tags: , | 1 Comment »

Questi biscotti creano dipendenza.

Tart biscuits


Inaspettatamente, manager

Posted: October 26th, 2010 | Author: | Filed under: Namibia, Travels | 6 Comments »

Sto per chiamare Lufthansa e spostare il volo, ho invece già fatto domanda per il rinnovo del permesso di lavoro venerdì scorso.

(le ultime parole famose: “no ma assolutamente rinvio solo per il tour e poi torno”)

Confesso che cominciando ad avere qualche amicizia, mi rincresceva partire proprio ora (domani) ed inoltre, a forza di sentirmelo ripetere, stavo davvero pensando di provare a fare la guida, ma in bassa stagione non vi sono possibilità. Si è presentata quella di svolgere le funzioni di ”relief lodge manager”, colui che subentra nel governo del lodge nel periodo di vacanza dei manager ufficiali; nel mio caso, dicembre e gennaio. Io dovrò badare al Mountain View Game Lodge, in quanto proprietà italiana è richiesta una persona parlante la Lingua che tenga i contatti. Da qui ad allora avrò anche degli incarichi da interprete che mi dovrebbero portare ad incontrare addirittura il Presidente del Paese!

  • mi perdo la Zia in trasferta dagli US, ma sarà una scusa in più per prendere un aereo al più presto
  • mi perdo i compleanni di Mamma, Giulia, Silvio, Alessandra, Valentina –ho dimenticato qualcuno?– ma mi ricorderò di farvi gli auguri
  • mi perdo il Natale, ma hey, avete già fatto in passato senza Giulia, sopravviverete senza di me
  • mi perdo l’inizio del campionato, ma tornerò in tempo per darvi una mano
  • mi perdo la Maratonina, ma troverò qualche altro evento dove testare quanto beneficio porta un maggior numero di globuli rossi (vivo a 1800mt da 7 mesi)

Voglio tornare per il mio compleanno :)